BESTIARIO IDRICO
DI MARCO PAOLINI / GIULIO BOCCALETTI

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Lo spettacolo
Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, a confondersi con l’ambiente che le contiene. Succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe.
Il paesaggio italiano diventa agricolo per stratificazioni di insediamenti durati secoli. Anche città e paesi si insediano (e si spostano…) per secoli. Le industrie solo da poco più di un secolo. Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento. Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione.
Un ponte è opera viaria o idraulica? Il wc o il rubinetto sono pezzi di edilizia civile o terminali di opere idrauliche? Quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza la circolazione di acqua di irrigazione e senza canali e pompe di smaltimento degli eccessi di pioggia?
Niente di tutto quello che vediamo è definitivo. Il cambiamento climatico impone di prendere in considerazione radicali cambiamenti del paesaggio che ci è familiare: potremo subirli o deciderli. I fiumi in Italia sono più di 6.000 molti di più i corsi d’acqua che non hanno diritto a un nome, ma fanno parte dei bacini idrografici. L’Europa conta 110 bacini idrografici l’Italia ne ha 7. Ciascuno contiene centinaia di corsi d’acqua più o meno importanti, ma ugualmente strategici come potenziali riserve, così come per l’acqua di falde sotterranee, nel bilancio idrico nazionale.
Bestiario idrico parla di fiumi e bestie d’ogni genere, narra storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi. Narra dei conflitti e dei contratti che intorno all’acqua dei fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro. Rende invisibile il legame stretto tra le forme di governo dell’acqua e la qualità della vita sulle rive, non solo di una specie ma dell’intero ecosistema.
Crediti
Soggetto Marco Paolini / Giulio Boccaletti
Collaborazione alla drammaturgia Marta Dalla Via, Diego Dalla Via, Michela Signori
Regia Fratelli Della Via
Cast Marco Paolini, Patrizia Laquidara
Elementi scenici Mirko Artuso
Direzione tecnica Piero Chinello
Disegno luci Michele Mescalchin
Assistenza tecnica Città Invisibile
Assistenza alla regia Teresa Vila
Luci Nicola Munerati
Fonica Vittorio Cerroni
Grafica e foto di scena Gianluca Moretto
lo spettacolo fa parte del progetto Atlante delle Rive, ideato per La Fabbrica del Mondo
Produzione Jolefilm, TSV – Teatro Nazionale
DOVE
Biglietti
| Intero | Ridotto (under 26) | Residenti | Ridotto residenti (under 26) |
| 35,00€ | 25,00€ | 32,00€ | 22,00€ |
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Come arrivare e dove parcheggiare
In auto
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In treno
Usciti dalla stazione, scendete a destra fino ad arrivare in Viale della Vittoria, poi proseguite verso Nord fino ad arrivare in Piazza Minucci.
In autobus
La Linea 31 MOM ferma davanti al Teatro Da Ponte.
Dove parcheggiare
Parcheggio sotterraneo di Piazza Foro Boario (Pra’ San Marco), oppure il parcheggio all’aperto di via Casoni.
>Per raggiungere il Teatro Da ponte, da qualsiasi parcheggio potrete arrivarci a piedi in pochi minuti (5 al massimo).
Attenzione, non parcheggiate nella piazza accanto al teatro (Piazza Minucci): l’accesso è vietato, quindi le auto in sosta verranno per forza multate!


