
Lo spettacolo
L’età, tutte le età, ci porta a mutare e come gli animali a cambiare la pelle, il manto, le squame e far spazio a ciò che di nuovo la vita ci riserva. Una forma nella nuova forma. Quella che più comunemente chiamiamo trasformazione. Ciò che ci disturba non è cambiare ma il dover cambiare, l’essere cambiati. Ecco il ruolo disturbante dei grandi classici che mai ci rassicurano ma piuttosto ci interrogano ponendoci domande scomode, chiedendoci di mutare conoscendoli. Un poema che è già uno spettacolo nella sua lotta tra corpi e parole, tra mutamenti e stasi, tra violenza e amore, tra l’incontro e lo scontro, tra l’umano e il divino. Suoni, clamori, rumori noti, lampi improvvisi. Infinito intreccio di parole e immagini, musica e silenzi.
Quando cambiamo? Cosa cambiamo veramente?
Le trasgressioni nella vita di un adolescente sono cambiamento?
La solitudine in natura è cambiamento?
L’essere esposti al giudizio degli déi ci fa cambiare?
Qual’è il vero senso del pericolo?
“Siamo in un universo in cui le forme riempiono fittamente lo spazio scambiandosi continuamente qualità e dimensioni, e il fluire del tempo è riempito da un proliferare di racconti e di cicli di racconti“. Italo Calvino osserva: “La contiguità tra déi e esseri umani – imparentati agli déi e oggetto dei loro amori compulsivi – è uno dei temi dominanti delle Metamorfosi, ma non è che un caso particolare della contiguità tra tutte le figure o forme dell’esistente, antropomorfe o meno.
Fauna, flora, regno minerale, firmamento, inglobano nella loro comune sostanza ciò che usiamo considerare umano come insieme di qualità corporee e psicologiche e morali. La poesia delle Metamorfosi mette radice soprattutto su questi indistinti confini tra mondi diversi e già nel libro II trova un’occasione straordinaria nel mito di Fetonte che osa mettersi alla guida del carro del Sole. Il cielo come spazio assoluto, geometria astratta e insieme come teatro d’un’avventura umana resa con tale precisione di dettagli da non farci perdere il filo neppure per un secondo, portando il coinvolgimento emotivo fino allo spasimo“.
Crediti
Libero adattamento dalle Metamorfosi di Ovidio
Drammaturgia Mirko Artuso, Erica Nava
Regia Mirko Artuso, Erica Nava
Cast Mirko Artuso, Erica Nava e il coro popolare del Teatro del Pane
Produzione Teatro del Pane / Centro Teatrale Da Ponte
Con la collaborazione di Fondazione Benetton - Studi e Ricerche
Date e biglietti
mercoledì 10 Marzo 2027
Ore 20:30
Apertura biglietteria: 19:30
Orario di accesso in sala: 20:00
Durata: 80 minuti
Teatro Da Ponte | Sala grande
Biglietti · Prosa
| Intero | Ridotto (under 26) | Residenti | Ridotto residenti (under 26) |
| 24,00€ | 16,00€ | 22,00€ | 14,00€ |
Abbonamenti
Prosa
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Accessibilità
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Come acquistare
La persona con disabilità ha diritto a un ingresso omaggio per il suo accompagnatore. Avete dei posti riservati in prima fila, non accessibili dal portale di acquisto on line. Vi chiediamo di prenotare i vostri posti direttamente cliccando nel pulsante riportato in basso.
All'arrivo
Accedete a Piazza Minucci con il veicolo e parcheggiate temporaneamente davanti ai cancelli della Loggia dei grani (sulla destra). Troverete una rampa che vi porterà al marciapiede che costeggia il teatro, da cui potrete accedere direttamente alla porta laterale.
In sala
Accompagnate la persona su sedia a rotelle al suo posto nella fila A (completamente riservata per chi ha necessità di accessibilità). Una volta sistemati, Mostrate al personale di sala che vi avrà dato assistenza la mail che vi arriverà dopo la prenotazione.
A quel punto chi vi accompagna potrà spostare l'auto e passare in cassa a pagare il biglietto senza fretta. (Vi consigliamo di non lasciarla in piazza per evitare multe.)
Se avete amici o familiari con voi, fate loro prenotare posti nella fila B, così starete vicini durante lo spettacolo.
Servizi
La toilette accessibile si raggiunge con un piccolo montascale elettrico. Vi lasceremo un telecomando con cui potrete attivarlo in totale autonomia, sia in salita che in discesa. Il nostro personale nel foyer è sempre a disposizione per qualsiasi necessità.
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Ci vediamo in teatro!
La direzione
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Informazioni utili
Accesso in sala
- L'accesso in sala è consentito a partire da 30 minuti prima dello spettacolo; una volta iniziato lo spettacolo, non è garantito l'ingresso in sala nel posto acquistato e il biglietto non sarà rimborsato.
- Non è possibile cambiare i posti assegnati.
- I titoli d'ingresso emessi non possono essere né sostituiti né rimborsati.
- È obbligatorio spegnere i telefoni cellulari.
- Non è consentito l'accesso agli animali.
- Le riduzioni verranno verificate dal personale del teatro al momento dell'accesso in sala.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto
Uscita dell’autostrada Vittorio Veneto Nord, proseguire per Vittorio Veneto – Serravalle. Parcheggi di sponibili in via Casoni o nel parcheggio sotterraneo Pra’ San Marco (Piazza Foro Boario, a 2 minuti a piedi dal teatro).
In treno
Usciti dalla stazione, scendete a destra fino ad arrivare in Viale della Vittoria, poi proseguite verso Nord fino ad arrivare in Piazza Minucci.
In autobus
La Linea 31 MOM ferma davanti al Teatro Da Ponte.
Dove parcheggiare
Parcheggio sotterraneo di Piazza Foro Boario (Pra’ San Marco), oppure il parcheggio all’aperto di via Casoni.
Per raggiungere il Teatro Da ponte, da qualsiasi parcheggio potrete arrivarci a piedi in pochi minuti (5 al massimo).
Attenzione, non parcheggiate nella piazza accanto al teatro (Piazza Minucci): l’accesso è vietato, quindi le auto in sosta verranno per forza multate!
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